Dal primo incontro, centrato sul ruolo dell'educatore, della settimana pastorale diocesana con Marco e Girolamo, ho tratto il titolo di questo post e alcune brevi considerazioni.
E' emerso che l'educatore (ndr Ed d'ora in poi) è colui che mette i segnali stradali, che accompagna, che indica una strada come fa la relativa funzione di Google ed altri servizi on-line.
Come Ed siamo chiamati ad aiutare i ragazzi (ndr R) a spiccare il volo, e lo dovremmo fare secondo una dinamica composta da due fasi: la prima in cui siamo specchio dei R per aiutarli a comprendere cosa stanno facendo e perchè lo fanno, la seconda in cui siamo capaci di rimanere a loro fianco per aiutarli a progettare il loro futuro!
Tra le attenzioni emerse c'è quella di interrogarci sempre, su cosa stanno esprimendo con i loro comportamenti i R, ed essere pronti a raccontargli la propria esperienza come elemento di testimonianza e di vicinanza.
Un altro aspetto, direi di stampo socratico, è sull'atteggiamento di Inquietatore che dovremmo avere nei loro confronti, cioè avere la capacità di prenderli "in castagna", di inquietarli, di farli confrontare con la realtà della loro vita.
E' stato condiviso come l'emergenza educativa attuale sia dovuta alla mancanza di responsabilità delle proprie azioni, di cui non ci si rende conto, e la giustificazione portata è "Ma cosa c'è di male? Lo fanno tutti!"
Questa mancanza è dovuta anche agli adulti che hanno abdicato al loro compito educativo, incapaci di raccontare ai giovani un racconto alternativo, proprio quello che siamo tenuti come Ed a restituire ai nostri R se vogliamo veramente aiutarli!
Infine alcuni elementi fondamentali per gli Ed:
E' emerso che l'educatore (ndr Ed d'ora in poi) è colui che mette i segnali stradali, che accompagna, che indica una strada come fa la relativa funzione di Google ed altri servizi on-line.
Come Ed siamo chiamati ad aiutare i ragazzi (ndr R) a spiccare il volo, e lo dovremmo fare secondo una dinamica composta da due fasi: la prima in cui siamo specchio dei R per aiutarli a comprendere cosa stanno facendo e perchè lo fanno, la seconda in cui siamo capaci di rimanere a loro fianco per aiutarli a progettare il loro futuro!
Tra le attenzioni emerse c'è quella di interrogarci sempre, su cosa stanno esprimendo con i loro comportamenti i R, ed essere pronti a raccontargli la propria esperienza come elemento di testimonianza e di vicinanza.
Un altro aspetto, direi di stampo socratico, è sull'atteggiamento di Inquietatore che dovremmo avere nei loro confronti, cioè avere la capacità di prenderli "in castagna", di inquietarli, di farli confrontare con la realtà della loro vita.
E' stato condiviso come l'emergenza educativa attuale sia dovuta alla mancanza di responsabilità delle proprie azioni, di cui non ci si rende conto, e la giustificazione portata è "Ma cosa c'è di male? Lo fanno tutti!"
Questa mancanza è dovuta anche agli adulti che hanno abdicato al loro compito educativo, incapaci di raccontare ai giovani un racconto alternativo, proprio quello che siamo tenuti come Ed a restituire ai nostri R se vogliamo veramente aiutarli!
Infine alcuni elementi fondamentali per gli Ed:
- conoscersi
- essere se stessi
- confrontarsi con gli altri Ed
- raccontare se stessi
Molti elementi su cui riflettere anche per la nostra pastorale.

2 commenti:
Ho trovato interessante l'incontro di ieri: era molto "vero", molto vissuto, e soprattutto mi ha colpito che a tenerlo fossero un insegnante e una persona che lavora ogni giorno con ragazzi pieni di problemi... sono due facce della stessa medaglia, ma sono tutti ragazzi, SIAMO tutti ragazzi. Penso che ci sentiamo chiamati alle nostre piccole responsabilità, di ogni genere, nell'amicizia, nella scuola, nella famiglia... e in alcuni casi scegliamo di farle diventare grandi; altre volte però abbiamo paura. Credo che siamo tutti un po' consapevoli di "cosa il mondo si aspetta dai giovani" e cose del genere, e chissà, magari questa cosa un po' ci spaventa. Sembriamo tutti "piccolini", abbiamo ancora tante esperienze, anche tanti errori, spero non così tanti, da fare. Ma a volte mi chiedo se non siano anche quegli errori che costituiscano la ricchezza di una persona... o no?
Poi credo che la scuola, qualunque grado, sia molto da rivalutare come centro sociale: purtroppo il tempo è sempre poco, e non sempre gli insegnanti riescono a trovarne per stabilire un rapporto decente coi ragazzi, anche volendo.
Abbiamo conosciuto delle ragazze di Olevano, che, dietro di noi, si stavano letteralmente sciogliendo dalle risate perchè aveva parlato l'ex prof di latino di una di loro... ci hanno proposto un gemellaggio con la loro parrocchia:) Come idea non è mica malaccio:):):D:):):D:):)
Vado a nannetta. Notte a tutti, buon lavoro/scuola/qualunque altra cosa facciate domani mattina:) Sau:)
Davvero bello quest'incontro..di solito la mia attenzione cala dopo 20 minuti e subentra l'abbiocco..invece le cose che ci sono state dette riguardavano la quotidianità, seppure molto lontana da noi, e i problemi che molti ragazzi della nostra età si trovano ad affrontare. L'educatore deve saper trasmettere ai ragazzi la propria gioia di vivere, la passione che lo ha portato a scegliere quello che fa e l'amore di Gesù che ci sostiene tutti i giorni, anche nei momenti in cui nessuno sembra interessarsi a noi. E' la passione che ci spinge a continuare nonostante le difficoltà e questa passione deve diventare il motore che muove le vite dei nostri ragazzi..
Un complimento a Chiara Pinci che, ricordo a tutti, è stata chiamata sul palco per il suo bellissimo intervento!!! Brava Chiarapì..piccola grande saggia!!
Roberta
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