mercoledì 4 febbraio 2009

Dibattito...

Questi giorni da tutti i sistemi di comunicazione siamo bombardati da notizie sul caso di Eluana Englaro. Le opinioni sono parecchie e tutte diverse e ognuno se le "aggiusta" come gli pare e alla fine anche la politica ci mette in mezzo e invece di pensare alla crisi economica e alle migliaia di persone che vanno in cassa integrazione la nostra "amata" classe dirigente pensa a queste notizie. Non che non sia importante però è ora di farla finita. Allora io mi chiedevo secondo voi (i pochi lettori del blog rispondano) è giusto che la politica e la chiesa si occupino del caso Englaro? E' giusto o sbagliato staccare le macchine? E' eutanasia? Secondo me quella non si tratta di vita... E' inutile che la chiesa continua a dire che bisogna alimentarla è un vegetale per quanto ancora dovrà essere alimentata? Non è vita quella in cui non si provano emozioni non si hanno sensazioni non si interagisce con il mondo esterno. Non vado contro il principio cristiano secondo cui la vita è sacra ma quella non la possiamo chiamare vita. Poi pensiamo anche ai genitori per quanto ancora dovranno soffrire nel vedere la figlia costretta su un letto perchè è in coma vegetativo? Adesso ognuno esprima la propria idea...

8 commenti:

Ren Ros ha detto...

Caro Red,
ci troviamo di fronte ad un caso che dobbiamo affrontare con lucidità ed una questione che ti voglio porre è questa:
perchè quella non è una vita che non va vissuta? Ma allora anche un down o un malato terminale che vita fanno? Eh un malato di alzheimer!
Attenzione anche al non uso della parola giusta per il caso di Eluana, non alimentarla ed idratarla è eutanasia... i media non la usano questa parola, anche perchè nel nostro immaginario essa è associata ad un veleno da somministrare. In questo caso, come in quello di Welby, si vuole procurare la morte togliendo il supporto vitale (aria, cibo e acqua) a queste vite "difficili", ma perchè non propongono di fargli una bella iniezione, pensa a quale impatto avrebbe sull'opinione pubblica questo approccio invece di quello che si è/sta adottato/ndo.
Cerchiamo di allargare gli orizzonti, un punto di partenza è questa pagina del movimento per la vita: http://www.mpv.org/mpv/download/eluana/eluana.html

Dobbiamo riflettere e confrontarci, essere vigili rispetto alla linea unica dei media, non lasciarci distrarre dagli slogan e dagli urli contro l'invadenza della Chiesa, Chiesa di cui io e te facciamo parte, di cui spero condividiamo il magistero, che siamo chiamati in quanto laici a portare nel mondo, il tutto certo non bovinamente ma studiando e facendo discernimento.
Quindi studiamo!!!

GiampaXtotelem ha detto...

Allora.
Proprio stamattina ne parlavo con Valentina.
Possiamo affrontare la situazione da due punti di vista: sentimentale/umano/psicologico oppure medico/scientifico/legale.
Dal primo punto di vista si può pensare bene che i genitori di Eluana abbiano dei diritti "biologici" sulla prole, almeno nel senso di poter seppellire la loro figlia che (probabilmente) è morta già molti anni fa'. La loro disperazione è comprensibile, se non immaginabile.
E su questo punto non credo ci siano altre cose da dire.
Dall'altro punto di vista però siamo messi male:
1.) L'eutanasia è contro la legge, in ogni sua forma e modalità;
2.) Non esiste alcuna "CERTEZZA" (nemmeno statistica) sulla morte definitiva cerebrale. Mi spiego meglio: il COMA PROFONDO è uno stato da cui si può riemergere in qualunque momento senza alcun tipo di preavviso. Ci sono casi di persone rimaste in coma PROFONDO per decine di anni e poi improvvisamente risvegliate. Questo per dire che, anche se statisticamente irrilevante, c'è sempre una possibilità di risveglio. Ancora meglio non possiamo escludere con CERTEZZA che non sia possibile (non probabile) un risveglio: è improbabile ma non impossibile. La vita non è morte.

La cosa spettacolare poi in questa situazione è che si autorizza ad effettuare una eutanasia nel modo peggiore: facendo morire di sete, prima che di fame, una persona. Ci stiamo nascondendo dietro un dito: non si vuole legalizzare l'eutanasia ma si permette di lasciare morire di sete e di fame un "malato".
Possiamo poi giustificare in tutti i modi possibili lo stato di coma, di morte cerebrale, di assenza di percezione, etc. etc. etc. ma i fatti sono questi. Si vuole far morire? Si faccia in modo che termini velocemente: in modi banalissimi, per esempio basterebbe il CO. Ma ciò significherebbe ammettere l'eutanasia: eh no, questo non si fa!
Non sto qui a questionare, po,i se l'eutanasia sia lecita o meno, se sia compatibile cristianamente o meno: queste sono riflessioni che possiamo fare sempre sapendo a quale principio ci ispiriamo.
Il problema, in questo caso, è, come dice giustamente Renato, non chiamare le cose con il loro nome. E così facendo, creare un bel castello di carte per far vedere "diritti" che non esistono (della pace dei genitori, della "giusta" vita e della "doverosa" morte) e coprire "doveri" che non ci vogliamo assumere (il dono della vita e' INDISPONIBILE, come diceva domenica Padre Mario). Attenzione che, in fondo, dalla giustificazione della morte di Eluana alla giustificazione dell'"uso" di Auschwitz il passo non è poi tanto lungo...
Occhio!

J.P. Lio ha detto...

..allora..
Questo è il mio primo commento sul nostro amatissimo blogghe..che è una vita che non visito..^^
apparte le mie scemenze..torniamo alla serietà
..
Questo post, e il relativo commento del nostro king, riportano più o meno tutti i miei pensieri.
sembrerò matta ma è così..concordo e non con entrambi!!
Alle volte penso che quella di Eluana, e quella di molte altre persone che si trovano nella sua stessa situazione, che possono essere più o meno (passatemi il termine, orribile in questo caso) "pubblicizzati", non sono vite..
Riflettendoci su, invece, non vorrei che altri decidessero per me, se devo o meno vivere e come vivere!
Non vorrei però, allo stesso tempo, divenire un peso per parenti e familiari..
Eutanasia..Parola usata, abusata oserei dire(al contrario di king e zio, io continuo a sentirla), da giornali, politici e dai media in generale,da tutti alla fin fine, è stata spesso affiancata alle parole aborto e pena di morte, poiché alla fine questo succede: termina una vita.. Mai vissuta, vissuta in malo modo o non come si vorrebbe realmente.
Questi sono argomenti per me molto difficili da affrontare, non ho opinioni ben definite a riguardo, come si è visto dai miei discorsi sconclusionati, e di certo ciò che sento dalla tivù e quello che leggo dai giornali non mi aiuta di molto.
Come ha detto king dobbiamo studiare, confrontarci, imparare qualcosa!!
E ricordiamo che “solo uno stupido non cambia opinione”.
Una cosa che mi chiedo spesso però è..Ma immaginate come si sentono i genitori di Eluana?? I rimorsi e sensi di colpa?? Soprattutto ora, che sono puntati “dall’occhio di bue”?? Giudicati ??
Vorreste mai essere giudicati da qualcuno per le vostre decisioni..? Togliere la vita a vostra figlia, un “peso”, come spesso vengono definite le persone che hanno bisogno di aiuto??

Manci08 ha detto...

Io penso che siano affari della famiglia di Eluana, non del Paese intero né dei giornalisti nè di nessun altro. Lo so, ho un atteggiamento menefreghista.. ma credo che ognuno debba essere libero di fare "ciò che vuole" senza che si scateni tutta 'sta polemica.
---
Comunque, non credo che mi piacerebbe vivere per 17 anni su un letto alimentata da sole macchine.
Fine.

Ren Ros ha detto...

Sicuri che...
leggete l'articolo sulla prima notte di Eluana ad Udine, che riporto in questo link: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/02/06/eluana-quella-tosse-che-squassa-le-coscienze/

redpassion ha detto...

io xò nn capisco ancora una cosa.. se i genitori sono i tutori legali e hanno chiesto di sospendere le cure xk nn bisogna rispettare la loro volontà?? secondo me nn è giusto nei loro confronti che altre persone mettano bocca in questa decisione ke è solo loro.. Bisogna rispettarli anche xk nn credo ke sia stata una decisione facile.. E poi un altra cosa loro avevano chiesto silenzio ai giornalisti su questa vicenda e invece si continua a parlare, parlare e parlare.

ChiaraPì ha detto...

Non lo so. Non so proprio da che parte stare in tutta questa faccenda. è come quando si parla dell'aborto, come quando si parla della pena di morte. Anzi, forse un po' peggio. Perchè sì è vero, quella di Eluana adesso non è vita. Un giorno potrebbe svegliarsi, scoprire che ha perso quasi due decenni di esistenza, e poi, in che condizioni si risveglierà?
Ma che ne sappiamo di quale ricchezza potrebbe portare? Come dice Renato, anche un ragazzo disabile, una persona cieca... una donna come Eluana... possono portare qualcosa alle altre persone. La sofferenza è un metodo di conoscenza, a volte.
Eppure, non posso non immaginare il dolore dei suoi genitori, e cosa possono provare di fronte ad una figlia in questo stato. Non lo so. Non è che non voglia pronunciarmi chiaramente, ma è veramente difficile. è più semplice sperare che Dio non ci metta mai davanti queste situazioni. A quel punto, se ci si è dentro si può capire. Ma forse nemmeno a quel punto si può giudicare.
Da cristiana mi sento di dire che la vita di Eluana è vita. Tutto può succedere, ancora. Eppure non posso non pensare a quanto ai suoi genitori possa dare fastidio sapere che la loro amatissima figlia è l'inconsapevole obiettivo di tanti riflettori. Non lo so. Sto facendo tanti giri di parole, e so che quando è così significa che non ho un'idea chiara. Possiamo solo pregare per Eluana. E sperare che succeda il meglio per lei.

ChiaraPì ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.